Green New Deal

Un altro cammino è possibile. Negli anni Trenta l’America è uscita dalla Grande Depressione grazie al New Deal del presidente Roosevelt, che ha dato il via a investimenti in infrastrutture che hanno costruito l’ossatura dell’economia del ventesimo secolo. In Italia, come nel mondo, serve allora un Green New Deal, che permetta di investire in progetti a lungo termine di energia rinnovabile, infrastrutture ecologiche, produzione sostenibile e agricoltura biologica. Sarà un nuovo patto tra lo stato e il popolo italiano che darà lavoro a milioni di giovani italiani e insegnerà loro le competenze necessarie per affrontare un ventunesimo secolo di transizione, in cui la nostra società lineare si trasformerà progressivamente in un sistema ciclico, in cui ogni cosa è assemblata per essere alla fine disassemblata e tutto viene riciclato in modo perpetuo, proprio come avviene in natura. Un Green New Deal che promuove il risparmio invece delle spese ed incoraggia le generazione italiane più anziane, che hanno i risparmi più alti d’Europa, ad investire in eco-bond (titoli di stato ecologici) emessi dal governo Italiano, al fine di creare occupazione sostenibile per i loro figli.

Nell’Italia che vedo ci sarà un nuovo rapporto pubblico-privato, in cui verranno tutelati non solo i diritti umani, ma verranno anche promosse le responsabilità umane, le responsabilità verso la propria famiglia, la propria comunità, il proprio paese e verso l’eco-sistema. Per cambiare il sistema dobbiamo cambiare anche noi stessi. Ci è stato insegnato come diventare consumatori, possiamo imparare come diventare di nuovo cittadini. L’unica vera democrazia è quella partecipativa: il cittadino italiano si può rispecchiare nelle parole di Gandhi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Il successo deve essere misurato con metriche diverse da quelle attuali: invece di crescita inutile senza prosperità, prosperità senza crescita inutile. Sarà una rivoluzione sostenibile, guidate da tre pilastri: quello economico, quello ambientale e quello sociale. Solo nei momenti più bui possiamo davvero vedere la luce; una nuova rivoluzione sostenibile è possibile per l’Italia. Non mancano le tecnologie e non mancano i mezzi economici. Quello che per ora ci manca è una massa critica di cittadini che si impegnino attivamente per portare un cambiamento concreto su tutto il territorio, a partire dalla propria comunità locale. Nei prossimi capitoli proporrò come possiamo realizzarlo, politicamente ed economicamente.

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