Il problema del debito

Il Pil italiano nel 2011 è stato di 1.719 miliardi di euro, mentre il debito pubblico ha raggiunto i 2 mila miliardi di euro nell’estate 2012, pari a circa il 123% del Pil nazionale, molto al di sopra del parametro europeo che prevede un’incidenza massima del 60 % sul Pil, ed è in aumento costante ogni anno del 4-5%.
Il bilancio dello Stato italiano nel 2012 è più o meno in pareggio, con entrate di 498 miliardi di euro e uscite per 500 miliardi, però 75 miliardi se ne vanno in interessi sul debito, di cui circa la metà, 37 miliardi, sono pagati a debitori esteri. L’11% del debito pubblico scade ogni anno e va rinnovato: attualmente l’Italia deve farsi prestare almeno 240 miliardi di euro all’anno per rifinanziare il debito.

Oggi la metà del debito pubblico italiano è in mano ad investitori esteri, fra i quali ci sono speculatori, banche e fondi di investimento. Gli interessi sul nostro debito sono stabiliti in base ai suggerimenti dalle agenzie di rating internazionali. il meccanismo dei rating è perverso, perché genera un circolo vizioso che tende a peggiorare la situazione, creando una sorta di profezia che si autoavvera, ed ha portato gli interessi sul debito italiano a picchi del 6-7%, cifre insostenibili.

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