Indici diversi per misurare la prosperità del 2040 (parte 3)

Anche in campo economico ci sono indicatori economici migliori del Pil:

L’Indice dei risparmi netti della banca mondiale: misura il risparmio lordo e gli investimenti nell’istruzione meno l’esaurimento delle risorse naturali e i danni causati dall’inquinamento
Il MEW (Measure of economic welfare): Misura il Pil ed aggiunge il valore del tempo libero e il valore del lavoro non pagato, sottraendo il valore del danno all’ambiente.

I paramenti del benessere dovrebbero essere ambientali, economici e sociali; la salute, l’istruzione e la formazione, il lavoro e il tempo libero, la sicurezza, il paesaggio e patrimonio culturale, la ricerca e l’innovazione, la qualità di servizi, la partecipazione politica e la fiducia nelle istituzioni. Bisogna integrare questi indici nella struttura della contabilità nazionale.

Ciò che serve ora, in Italia come nel mondo, è una visione alternativa che colleghi tutti i tasselli al fine di presentare un programma completo di riforma del sistema, che vada dal modo in cui le persone vivono la propria vita alle decisioni dei governi nazionali e degli enti locali. Una partnership pubblica-privata, ricordandosi però che il terzo settore non deve e non può sostituire lo Stato sociale. Una nuova filosofia di consumo che promuova i beni e servizi virtuosi, la convenienza e l’economicità del consumo collaborativo, l’etica della sobrietà e la cultura dell’abbastanza.
Dovremmo riconsiderare le condizioni degli investimenti, le modalità di remunerazione del capitale investito, la struttura dei mercati, la proprietà dei beni, il controllo di come viene distribuito il profitto.
I fondamentali della macro-economia rimarranno gli stessi: le persone continueranno a spendere e risparmiare, le imprese produrranno beni e servizi e faranno profitti come prima, il governo avrà entrate e spese pubbliche, ci continueranno a essere investimenti pubblici e privati in beni fisici, umani e sociali; ma la nuova macroeconomia dovrà includere variabili che evidenzino come priorità l’energia pulita e l’utilizzo intelligente delle risorse, il valore del servizio degli ecosistemi e il valore del capitale naturale. L’equilibrio fra consumo e investimenti dovrà cambiare. Per tenere sotto controllo il debito pubblico estero la quantità di risparmio interno deve aumentare. Va eliminata la rincorsa all’aumento continuo della produttività del lavoro e bisogna invece concentrare il lavoro in settori a bassa emissioni di co2, mettendo cosi i profitti e la produttività in sintonia con gli obiettivi sociali a lungo termine. Metteremo fine alla follia di separare l’economia dalla società e dall’ambiente. Ci vuole un cambiamento strutturale che stabilisca limiti ecologici alle attività umane.

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