Indici diversi per misurare la prosperità del 2040 (parte 4)

La priorità dei nuovi leader politici sarà di costruire le fondamenta per una nuova economia del 21esimo secolo a basse emissioni di co2. Contro la resistenza delle aziende, contro i gruppi lobbistici, contro le campagne pubblicitarie, i sostenitori dell’interesse pubblico si ritroveranno inizialmente in una situazione di svantaggio. Ma uno alla volta gli avversari diventeranno alleati. Come primo passo, metteremo una tassa sull’inquinamento e dei tetti alle emissioni di co2, poi serviranno incentivi per cambiare la produzione energetica da combustibili fossili alle energie rinnovabili, attraverso un’espansione degli investimenti in queste tecnologie. Molti cambiamenti non saranno affatto un costo ma, anzi, si riveleranno un investimento. Le industrie diventeranno più efficienti, gli agricoltori cominceranno a ripiantare le foreste e a cambiare i metodi di allevamento, dell’agricoltura e del recupero del suolo. I proprietari di case e uffici cominceranno ad isolare gli edifici, cambiando i tetti, le porte e le finestre. Gli architetti e i muratori cominceranno a costruire case passive in bioedilizia, usando terra cruda e calce viva invece che cemento, guaina biologica invece che catrame, isolanti in sughero invece che in polistirolo. Nascerà il senso di una missione collettiva, che cambierà l’industria, l’agricoltura, gli edifici, il trasporto e la progettazione delle città e creeremo una sinergia per combattere la deforestazione nei paesi poveri con tasse sull’industria in quelli ricchi.
Emergeranno migliaia di progetti dal basso, dalle comunità locali. Riducendo l’utilizzo del carbone, le risorse verranno indirizzate verso riforme dell’istruzione, della sanità e verso mezzi di trasporto pubblici elettrici.
Il più grande cambiamento che avverrà sarà però il nostro nuovo modo di pensare.
Non sarà più accettabile per nessuno partecipare ad attività che danneggino l’integrità del pianeta. La nuova economia a basse emissioni di anidride carbonica riporterà la prosperità economica e creerà milioni di posti di lavoro nuovi sia in paesi “sviluppati” sia nei paesi più poveri .

Grazie alla cittadinanza attiva ci sarà una guerra contro la corruzione, per la trasparenza, tramite internet, e nascerà una nuova etica di servizio pubblico. La parola “politica” ritornerà ad essere un valore. Raggiungeremo un punto critico, e poi tutto si muoverà ad alta velocità, cominceremo finalmente a pensare come una civiltà’ globale.

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