Una GRANDE TRANSIZIONE per l’AMBIENTE del 2040 (parte 4)

I limiti di emissioni di co2 per persona per vivere in un mondo sostenibile dovrebbero essere 2 tonnellate di co2 all’anno. Un italiano medio emette 10 tonnellate di co2 all’anno, un americano addirittura 20 tonnellate, mentre la media mondiale è di 4 tonnellate. Abbiamo bisogno di un cambiamento radicale.

Alcuni economisti ecologici Italiani, Simone D’Alessandro, Tommaso Luzzati e Mario Morroni, dimostrano che c’è un piccolo buco sostenibile in cui dobbiamo passare per fare questa transizione da un’economia combustibile ad un’economia di energia rinnovabile. Questo buco però si allarga se l’equilibrio fra il consumo e gli investimenti nell’economia cambiano, se il tasso di risparmio sale e più reddito nazionale è allocato agli investimenti a lungo termine.

In Italia, grazie a finanziamenti di un Green New Deal, possiamo investire in tecnologie più mirate ad obbiettivi sostenibili come la produttività delle risorse naturali, energia rinnovabile, riprogettare reti elettriche e di telecomunicazione, business puliti, adattazione al cambiamento ambientale e miglioramento dell’eco-sistema, come la forestazione e il rinnovo delle paludi; investimenti che migliorano l’efficienza delle risorse usate e minimizzino lo spreco ed investimenti per sostituire tecnologie convenzionali con quelle pulite. Bisognerà riequipaggiare immobili con misure di risparmio di energia e emissioni, investire in infrastrutture verdi per il trasporto pubblico, spazi pubblici, zone pedonali, parchi e librerie. Serviranno anche investimenti in sostenibilità ambientale; non solo produzione di energia da fonti rinnovabili, ma miglioramento dell’efficienza energetica, sistemi elettrici intelligenti, infrastrutture di trasporto su rotaia. E’ importante avere feedbacks immediati ed efficaci sul proprio stile di consumo, come ad esempio dispositivi in grado di segnalare visivamente la quantità di energia consumata per diminuire i consumi. Il modo più efficace rispetto al costo per combattere la crisi ambientale, e anche i più veloci da implementare sono cinque: miglioramenti dell’efficienza nel processo industriale, in edifici residenziali e commerciali, nella generazione elettrica, nel trasporto e nella progettazione delle città.

Una mobilitazione nazionale dell’economia per trasformare energia, infrastruttura e trasporto, potrebbe portare così tanta attività economica innovativa che il risultato economico potrebbe essere positivo, coprendosi i costi da se, e portando milioni di posti di lavoro.

Ce’ anche bisogno di sostenere la transizione ecologica dei paesi in via di sviluppo; permettendo la crescita economica necessaria in paesi poveri, dove non solo è importante investire in energie rinnovabili, un utilizzo delle risorse efficiente e infrastrutture a basse emissioni, ma anche alla protezione di foreste ed eco-sistemi. Finanziare questi progetti in paesi poveri può essere ottenuto con una tassa sulle emissioni dei paesi ricchi.

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