Una VISIONE per la POLITICA nel 2040 (parte 2)

Come le ultime elezioni di Febbraio 2013 hanno pienamente dimostrato, occorre una riforma elettorale, per prima cosa i partiti devono diventare un ente giuridica come lo sono in altri Paesi europei. Propongo anche un cambiamento della forma di governo, da una repubblica parlamentare con troppo potere al parlamento a una repubblica semi presidenziale dove il popolo elegge sia il parlamento che il presidente, con però una svolta: per evitare dozzine di “micro-partiti” in parlamento, propongo che al primo turno si voti solo per il parlamento, con una soglia di esclusione minima di voti per fare parte del parlamento, e con un’elezione proporzionale, che permette di fotografare le divisioni politiche effettive del Paese. I primi 3 partiti faranno poi parte del secondo turno, quello del presidente della repubblica, tramite un’elezione uninominale a voto alternativo con maggioranza assoluta, dove gli elettori danno la loro prima e seconda scelta, chi ha il maggior numero di voti diventa presidente che elegge il governo. Non devono essere possibili poli o coalizioni ne per il primo ne per il secondo turno; questo sistema dovrebbe eliminare i voti di sfiducia e rendere il governo e il parlamento più stabile e governabile, mantenendo netta la divisione tra potere esecutivo, legislativo e giudiziario.

Per portare questo cambiamento abbiamo bisogno di una riforma costituzionale, tramite una maggioranza assoluta (due terzi del Parlamento) o attraverso il voto popolare tramite referendum. I referendum devono perciò diventare confermativi, non solo abrogativi, come sono oggi.

I cittadini devono avere il diritto a dire la loro se su una proposta di legge vi è un interesse diffuso rilevante. Oggi le leggi di iniziativa popolare (pure previste) non vengono discusse dal parlamento che può ignorarle. Seppure con requisiti stringenti di materia e sul numero di forme da raccogliere, le legge di iniziativa popolare debbono avere una forza particolare, e se non sono palesemente incostituzionali debbono essere oggetto di democrazia diretta, cioè di un referendum annuale confermativo, e se adottate con maggioranza qualificata dei cittadini, devono valere come le leggi approvate dal parlamento.

Inoltre cittadini devono avere il diritto di sapere, se votano un partito, che programma di governo adotterà e di scegliere parlamentari non imposti dal partito. Occorre un divieto di essere parlamentare per più di due legislature, senza eccezioni, e le primarie di partito devono essere regolate da legge per la scelta dei candidati.

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