GREEN NEW DEAL 2040 (parte 5)

Globalmente bisognerà chiudere mille centrali a carbone in 5 anni. Causando una riduzione di energia prodotta di 1/6. In Italia ce ne sono 13, producono il 13% dell’elettricità nazionale ma sono responsabili per il 30% delle emissioni. Chiudiamole. Bisognerà razionare l’elettricità, massimizzando efficienza tramite una campagna di aumentare la temperatura in casa del termostato di 2 gradi centigradi d’estate e di diminuirla d’inverno di 2 gradi centigradi. Lanciando in contemporanea programma di rinnovamento di edifici, isolando muri e soffitti, porte e finestre, utilizzando luci ed elettrodomestici efficienti e solare termico sia in edifici residenziali che commerciali.

Le rimanenti mille centrali a carbone più efficienti nel mondo devono essere equipaggiate con sistemi CCS (carbon capture and storage) per catturare il co2 nel terreno invece che emetterlo, è una tecnologia ancora costosissima, ma bisogna spingere per standards internazionali.

Dovremo lanciare una gigantesca campagna di energia rinnovabile, solare termico e fotovoltaico nei deserti, eolico sul mare. L’obiettivo è di avere il 100% energia rinnovabile entro il 2030. In Italia, possiamo cominciare installando una turbina eolica da un megawatt in ogni paese con più di mille abitanti, che genera elettricità per 500 case e costi Euro 1.5 Milioni. 8000 turbine in 8000 comuni in 5 anni, un investimento di 12 miliardi di euro, che producono 8000 megawatt; o se non c’è vento, un sistema solar fotovoltaico, per dare un rapporto tangibile con il Green New Deal alla gente.

Dovremo radicalmente cambiare il sistema attuale “usa e getta” dei rifiuti e riciclo, riutilizzando tutti i materiali prodotti, limitando la produzione di alluminio vergine, cemento, acciaio, plastica e legno vergine, mettendo una tassa sui prodotti vergini. Occorrerà introdurre una campagna di riciclaggio dei prodotti “dalla culla alla culla” come parte dello sforzo comune del Green New Deal, così come fu per la seconda guerra mondiale.

Occorrerà tagliare le emissioni di co2 del trasporto del 50%, rimpiazzando ad ampia scala le macchine a benzina con macchine elettriche o ibride ed aumentando gli standard di efficienza delle macchine a petrolio.

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