LAVORO in ITALIA nel 2013 (parte 3)

In Italia, le aziende, piccole o grandi che siano, ci pensano due volte prima di assumere una persona, visto i costi (1.5-2 volte stipendio netto) e la difficoltà nel licenziare qualcuno. In America questo problema non ce’. Assumere una persona è facile e costa poco. Licenziarla anche. Gli stipendi a liberi professionisti sono pagati con bonifici o assegni, nessuno pensa neanche di pagare in contanti, in nero. Alla fine dell’anno una società da’ a tutti i dipendenti e al fisco un riassunto di quanto sono stati pagati e il fisco manda al libero professionista il totale di tasse da pagare.

In Italia invece gli incentivi portano o al lavoro in nero, o al massimo a lavori a tempo determinato, con pochissimi privilegi. I giovani sono coloro che soffrono di più questa burocrazia e i sindacati che non sono disposti a negoziare le riforme di lavoro no li stanno sicuramente aiutando.

L’evasione fiscale in Italia, la più alta nell’ EU insieme alla Grecia, purtroppo in qualche modo fa’ parte della cultura italiana, ma è soprattutto un problema di incentivi. Il sistema del lavoro in Italia è strutturato in modo da stimolare l’illegalità. Struttura il sistema, rendi facile e ragionevole quello che ce’ da pagare allo Stato, dimostra ai cittadini che i loro soldi sono spesi bene, aumenta i controlli e rendi l’evasione un crimine penale, e vedi che il problema diminuisce esponenzialmente.

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