Un GREEN NEW DEAL Per l’OCCUPAZIONE (parte 3)

Propongo che più percentuali delle tasse vadano ai comuni, che sono quelli che fanno più differenza per il cittadino. Ci devono essere incentivi che proteggono i più vulnerabili; la disuguaglianza di debito privato è più alta adesso di quando lo fosse negli anni 80. Dobbiamo invertire la tendenza dell’aumento dell’ineguaglianza dei redditi, revisionare le imposte sui redditi, i livelli minimi e massimi dei redditi, migliorare l’accesso all’istruzione, introdurre misure contro il crimine, e migliorare le condizioni di lavoro in zone depresse. Il reddito minimo dovrebbe essere almeno 1.000 euro lordi al mese, 50 euro lordi al giorno e 7 euro lordi all’ora, eliminando gli eccessi dei contratti a tempo indeterminato e le carenze di quello a tempo determinato, introducendo un contratto base, semplice e trasparente, per tutti. L’Italia ha la più bassa percentuale di occupazione femminile d’Europa, e anche il numero di donne presente nel mercato del lavoro è il più basso. Introduciamo campagne di sensibilizzazione per incentivare le donne ad entrare nel mercato del lavoro e legislazioni contro qualsiasi tipo di discriminazione.

Dovremo anche ripensare la struttura dei redditi; quella attuale ricompensa risultati materialistici e di concorrenza anche se sono dannosi socialmente, come ci ha dimostrato la crisi finanziaria. Ridurre il divario del reddito manderebbe un forte segnale di quali sono i nostri valori. Un bel esempio arriva dal Giappone, dove lo stipendio degli amministratori delegati non può essere più di 20 volte tanto lo stipendio del dipendente minimo. Ci vorrebbero invece più ricompense basate sulla meritocrazia per chi insegna, a partire dall’asilo fino all’università, di chi si prende cura degli anziani o disabili e chi lavora nel volontariato, spostando l’ago della bilancia da uno stato di concorrenza a uno stato di cooperazione, in una società’ più altruista. I giovani ci dicono che vogliono più istruzione a partire dalle scuole primarie in corsi di democrazia partecipativa, corsi legislativi, corsi per l’integrazione culturale e religiosa, energie rinnovabili, agricoltura biologica, sanità preventiva, e sostenibilità, investiamo in maestri e professori istruiti su questi temi.

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