ENERGIA nel 2013. Un Impianto vecchio.

Nel 1990 l’energia derivava per l’87% da fonti non rinnovabili. Dal 1990 ad oggi la richiesta globale energetica è aumentata del 40%, ma l’87% deriva sempre da fonti non rinnovabili, non abbiamo fatto nessun passo avanti in oltre 20 anni. Lo scenario attuale suggerisce che per il 2050, l’utilizzo delle energie aumenti del 25% rispetto a livelli attuali e con una popolazione di 9 miliardi di persone, useremo 2.5 volte le risorse rigenerate dal pianeta ogni anno: uguale: Game Over.

Nel 2050, in un mondo di 9 miliardi di persone, con tutti che vogliono vivere vite occidentali, l’intensità delle emissioni dovrà essere 130 volte più bassa per ogni dollaro di investimento rispetto a ora. Per vivere sostenibilmente, o il cittadino medio dei paesi sviluppati usa il 6% dell’energia attuale (come in Kenya) o ci sarà bisogno di essere alimentati al 100% da varie sorse di energia rinnovabili, integrate in una rete intelligente. Non possiamo abbandonare gli idrocarburi subito, ma organizzare un’uscita entro il 2050. Entro il 2050 lo farà la natura per noi.

I 5 settori chiave dei consumi e delle emissioni sono:
• il 28% dell’utilizzo di energia globale è per il trasporto, che produce il 13% delle emissioni
• il 21% dell’utilizzo di energia globale è per il residenziale, che produce il 26% delle emissioni
• il 18% dell’utilizzo di energia globale è per l’agricoltura, che insieme alla deforestazione producono il 31% delle emissioni
• il 18% dell’utilizzo di energia globale è per il settore commerciale e i rifiuti, che insieme producono l’11% delle emissioni
• il 14% dell’utilizzo di energia globale è per l’industria (estrazioni e costruzioni), che producono il 19% delle emissioni.

Case, trasporti, industria, rifiuti e agricoltura. Questi sono i settori chiave su cui dobbiamo concentrarci.

Ecco alcune informazioni utili sulle emissioni
• La prima forme di emissioni globale è il co2 (43%)
• La seconda il metano (27%)
• La terza è la fuliggine (black carbon) (12%), che deriva dal bruciare carbone, legno, letame, per cucinare e riscaldare.
• Il 50% delle emissioni globali arriva dalla Cina, USA e Unione Europea.
• Se si aggiunge Russia, India, Giappone e Brasile siamo al 67%.
• I 39 stati sviluppati che hanno ratificato il protocollo di Kyoto nel 1997, hanno diminuito le loro emissioni del 15% dal 1990 ad oggi. Il resto del mondo, inclusi India, Cina e USA, sono aumentati di media del 77%.
• I più grossi inquinatori sono in ordine: la Cina, gli USA, L’Indonesia e il Brasile (questi ultimi due stati a causa della deforestazione, insieme sono responsabili del 60% della deforestazione mondiale).
• 25% del co2 emesso dall’uomo è causato dalla deforestazione e dall’agricoltura industriale. Un quarto di questi è causato dalla produzione di carne.
• L’8% dell’inquinamento globale è dovuto a prosciugamento di paludi e distruzioni di foreste tropicali nel sud-est asiatico.
• Una fabbrica cinese usa 350% più energia di una fabbrica giapponese per la stessa unità di produzione.
• 30-40% delle emissioni di co2 mondiali sono causate dal riscaldamento, dall’aria condizionata e da luci inefficienti per edifici.

Dobbiamo dare un valore all’ambiente: esiste un grave problema legato al fatto che i prezzi di mercato non riflettono i costi delle esternalità negative sull’ambiente.
Come con i sub-prime, abbiamo una bolla dell’industria del carbone, dove i prezzi della società petrolifere sono artificialmente alti a causa di sussidi e mancanza di regolazione, mancanza di tasse sul carbone, danno sociale e ambientale. La benzina negli Stati Uniti per esempio, nel 2011 costava meno di $1 al litro. Tale prezzo comprende il costo dell’estrazione, della raffinazione e della distribuzione del petrolio ma non i cambiamenti climatici che ne derivano, la perdita di risorse non rinnovabili, i larghi sussidi dei governi all’industrie del petrolio, le spese militari per assicurarsi l’accesso, i costi sanitari dell’inquinamento e delle malattie.

Ecco qualche informazione utile sul petrolio
• Il petrolio fornisce il 37% dell’energia sulla Terra
• Il petrolio è il combustibile del trasporto. Due terzi di tutto il trasporto viene dal petrolio . La metà per il trasporto delle persone, un terzo per il trasporto delle merci, 10% per il trasporto aereo (sotto forma di cherosene).
• Il 17% di tutti i trasporti di merce è per il trasporto del petrolio stesso.
• Solo il 12% dell’energia prodotta dal petrolio muove le macchine, l’1% muove le persone, l’87% è perso.
• Il picco del petrolio avverrà intorno al 2020. I prezzi continueranno a salire.
• Al ritmo attuale il petrolio finirà entro 40 anni, nel 2050.
• Un quinto del petrolio è usato per la plastica, molto meglio che bruciarlo.
• Durante l’era di Carter, dal 1976 al 1980, gli Stati Uniti hanno tagliato l’uso del petrolio del 17%, aumentando la produzione del 27%.

Informazioni utili sul gas
• Il gas fornisce il 23% dell’energia sulla Terra
• Le riserve di gas naturali dureranno circa 60 anni, fino al 2070.
• 20% del gas è usato per il riscaldamento delle case, 25% per produrre l’elettricità, il resto per uffici e fabbriche
• Il biogas (metano) nelle discariche è responsabile per il 14% dell’emissioni globali del metano, il 4% dell’emissioni globali.
• Il metano inquina 20 volte in più che in co2.
• Il 50% del metano deriva dall’agricoltura (bestiame e riso) ovvero il 13% delle emissioni globali.

Informazioni utili sul carbone
• Il carbone fornisce il 27% dell’energia sulla Terra
• L’Utilizzo del carbone sta aumentando velocemente.
• Il carbone durerà altri 150-300 anni.
• Il carbone è la forma d’energia più inquinante, causa smog, pioggia acida e un terzo di tutta l’anidride carbonica.
• Dopo un decennio di prove nessuna società o governo è ancora riuscita a sviluppare un progetto di sequestrazione di carbone CCS (carbon capturing) efficiente.
• Il CCS ha bisogno di 25% più carbone per produrre la stessa energia. Non risolverebbe il problema delle estrazione e distruzione dalle montagne, i rifiuti tossici nell’acqua e il c02 usato per il trasporto.
• Il 6% di tutta l’energia è usata per trasportare il carbone, per bruciarlo o fare l’acciaio.
• Le stufe a legno contribuiscono il 6% dell’inquinamento derivato da combustibili.

Il Nucleare
• Il nucleare produce il 17% dell’elettricità mondiale e il 5% dell’energia totale mondiale.
• C’è solo abbastanza uranio nel mondo per 4 anni di energia nucleare se essa fosse l’unica energia usata.
• La durata di una centrale è di 30-40 anni. Ci vogliono almeno 10 anni e due miliardi di Euro per costruirla; ancora di più per di-assemblarla
• Nessuna assicurazione è disposta ad assicurare una centrale nucleare.
• Non ci sono depositi a lungo termine di scorie radioattive al mondo; ssolo depositi temporanei.

I bio-carburanti
• I bio-carburanti sono sovvenzionati, in media $4 per litro di bio-carburanti prodotti dall’agricoltura, e $2 per litro di bio-carburanti prodotti dalle scorie agricole; che sarebbero invece meglio.
• Alcune compagnie stanno cominciando ad alimentare voli con 20% o 50% etanolo dal granoturco.
• Ma produrre etanolo dal granoturco usa 46% più energia di quella che produce. L’unico beneficio attuale sono per i grandi agricoltori tramite sussidi.
• L’olio di palma ha invece un output di energia positivo del 30% ma queste piantagioni stanno distruggendo le foreste tropicali.
• La canna da zucchero in brasile produce da 2-9 volte l’energia introdotta, ma è uno dei raccolti più distruttivi per acqua e terra.
• Per produrre etanolo, l’agricoltura usa gigantesche quantità d’acqua (2000-9000 tonnellate d’acqua per una tonnellata di canna da zucchero) e grandissime quantità di fertilizzanti e pesticidi sintetici (fatti con il petrolio)
• Gli ingredienti principali dei fertilizzanti sono il nitrogeno e il fosforo, che sta declinando velocemente.
• La deforestazione in asia per piantare canne da zucchero e palme da olio sta aumentando il co2 nell’atmosfera più che diminuirlo grazie a bio-carburi; sta anche aumentando l’erosione del suolo e l’inquinamento delle acque e sta distruggendo gli eco-sistemi.
• La deforestazione in Africa è causata dall’acquisto di terre dalla Cina per produrre cibo per la Cina.
• Per rendere i bio carburi come l’olio di palma competitivi, il petrolio dovrebbe salire a $130/barile. Nel 2012 è intorno ai $100/barile.
• I sussidi per il riso negli Stati Uniti sono più alti che il fatturato dello stesso.
• In Italia, il governo acquista i raccolti per bio-carburi a 25 Euro per 100 kg. Il doppio del loro valore sul mercato.
• Servirebbe tutto il terreno agricolo mondiale per produrre abbastanza etanolo per tutte le macchine del mondo.
• Un ettaro di foresta trattiene più carbone che un ettaro agricolo che produce bio-carburi.
• Coltivare la terra per non produrre cibo è una cattiva idea.
• Usare scarti bio per produrre carburante è una buona idea

La rete elettrica
• La rete elettrica è il settore più antiquato e vulnerabile dell’energia.
• La rete elettrica creata negli anni 30-50 era un sistema di emergenza temporaneo per trasportare l’elettricità. Più della metà dell’apparecchiatura ha più di 25 anni.
• Entro il 2015 il picco di utilizzo elettrico non riuscirà ad essere soddisfatto.
• Le interruzioni d’elettricità a causa di una rete obsoleta causano costi dell’1% del pil globale
• I prodotti di consumo elettrici usano il 15% dell’elettricità di tutta l’energia di una casa. Entro il 2030 sarà tre volte tanto.
• Il cliente paga una bolletta elettrica media, che non fa vedere quanto sprecano e costano i picchi elettrici.
• L’utilizzo energetico sta aumentando del 1.5%-2% all’anno, ma la richiesta nelle ore di picco sta aumentando del 5-7% all’anno. In 3-4 ore di sera si usa il doppio dell’energia giornaliera.

L’energia nel 2013
• Negl’ultimi 30 anni l’utilizzo pro capite d’energia è aumentato del 60%.
• In Italia, solo il 13% del carburante che bruciamo è usato, l’87% è sprecato.
• Solo il 13% dell’energia consumata nel mondo arriva da fonti rinnovabili.
• Il prezzo dell’energia ottenuta tramite panelli fotovoltaici è scesa da $22/watt del 1980 a $1.5/watt oggi e può essere ancora migliorato.
• Lo stimulus mondiale durante la crisi è stato di $3000 miliardi, solo $155 miliardi , il 5%, è stato investito nelle energie rinnovabili.
• In Italia, il 93% del petrolio viene importato dall’estero, il 91% del gas naturale viene importato e il 95% del carbone viene importato.
• Il mix energetico italiano è dipendente dall’estero per più dell’80%, spendiamo 62 miliardi di euro l’anno per importazioni energetiche
• Il costo di istallare fotovoltaico è di 2300 Euro per abitante, 138 miliardi di euro per 60 milioni di abitanti. Poco più due anni di spese delle energie importate.
• In Europa, il legno e scarti di legno sono 2/3 dell’energia rinnovabile.
• L’impronta di co2 emessa da 1 kwh d’energia eolica è 9 grammi, quella del solare termico è 13 grammi, quella del fotovoltaico è 32 grammi, quella del geotermico è 38 grammi, quella del nucleare è 288 grammi, quella del gas è 443 grammi, mentre quella del carbone è 1050 grammi per 1 kwh.
• L’uso d’acqua per 1 megawatt di energia eolico e solare sono zero litri. Il gas usa 800 litri, il carbone 2000 litri, il nucleare 3500 litri.
• Le grandi dighe producono il 19% dell’elettricità mondiale (6% dell’energia totale mondiale).
• Attualmente, l’efficienza di trasformare il fotovoltaico in elettricità è solo 10%.
• Le società elettriche hanno adottato il vizio di buttare tutto il calore prodotto nell’atmosfera, hanno un’efficienza di solo 30%.
• Ma le centrali elettriche di cogenerazione producono sia elettricità che riscaldamento, hanno un’efficienza del 80%.
• le centrali elettriche di cogenerazione sono ancora solo il 9% a causa principalmente delle società elettriche che bloccano progetti di cogenerazione per massimizzare i profitti e a causa dei governi che non riconoscono la cogenerazione come energia rinnovabile.
• Le centrali di cogenerazione creano fra l’altro energia locale, eliminando costi di trasmissione e distribuzione ed eliminando perdite d’energia nella trasmissione.

Tutto il petrolio, carbone e gas sulla Terra contengono l’energia che il nostro pianeta riceve dal sole in 30 giorni: teoricamente un ora di sole su tutta la Terra ci può dare energia per tutto l’anno; in pratica 7 giorni di sole sulla Terra ci possono dare abbastanza energia per tutto l’anno. Anche un mese dell’energia eolica o geo-termica ci possono dare tutta l’energia di cui abbiamo bisogno all’anno. Perché’ allora siamo imprigionati da un sistema energetico così antiquato e dannoso?

Cina, Stati Uniti, Unione Europea, Russia, India Giappone e Brasile, questi stati decideranno d’agire quando sarà accettato che i rischi di non fare niente sono più grandi dei rischi di fare qualcosa, quando il punto di vista dominante diventerà che il cambiamento climatico minaccia la vita delle civiltà e il collasso globale dell’economia. Una reazione alla crisi seguirà velocemente.

Un GREEN NEW DEAL per l’ENERGIA

Entro metà secolo sarà necessario avere rielaborato i fondamentali della nostra economia in modo di consentire alla popolazione globale una vita dignitosa sulla base di un sistema energetico che non potrà più dipendere dai combustibili fossili. Dovremo avere risolto la questione del cambiamento climatico e anche costruito un sistema finanziario che faciliti uno sviluppo stabile. Entro il 2100 bisogna avere una completa decarbonizzazione.

Entro il 2020 L’Unione Europea vuole diminuire le emissioni del 20% rispetto ai livelli del 1990, aumentare l’efficienza energetica del 20%, e produrre 20% dell’energia da fonti rinnovabili, promuovere ricerca su nuove tecnologie e metodi di produzione verdi, e aiutare i consumatori a fare scelte informate. Questi sono tutti passi nella direzione giusta, ma se l’obiettivo è di tenere i livelli di riscaldamento climatico sotto 1 grado centigrado in più rispetto ai livelli pre-industriali, ovvero 350ppm di co2 nell’atmosfera, misure più aggressive devono essere introdotte. Il Green New Deal per 1 grado centigrado sarebbe disruttivo per alcune parti dell’economia, ma sarebbe raggiungile a dei costi accettabili. Il problema è politico.

Gli investimenti energetici del Green New Deal devono essere fatti da una combinazione del mercato libero e servizi sociali. Questo è quello che serve:

• Investimenti in eolico su terra e mare
• Investimenti in solare termico e fotovoltaico
• Investimenti in micro geo-termico per raffreddare e riscaldare edifici
• Investimenti in veicoli d’energia alternativa
• Investimenti per migliorare il trasporto dell’energia: rete intelligente
• Produzione di carburante liquido per trasportare l’elettricità
• Immagazzinamento dell’energia migliore (batterie)
•Incoraggiare lo sviluppo di energia oceanica
• Turbine sommerse nei fiumi
• Alghe e batteri per bio-carburanti
• Energia da rifiuti: catturare il metano
• Micro-grid e off-grid privati: spostare i metodi di accumulo d’energia agli utenti finali, dove i consumatori potranno avere sia i mezzi per generare energia che il sistema per accumularla
• Convertire tutti i generatori nelle centrali di carboni sporchi
• Rimpiazzare polimeri al petrolio con polimeri naturali (mais)
• Diminuire l’utilizzo energetico del 50% entro il 2040

Ecco alcuni dati utili sulle energie rinnovabili

Eolico:
• Il costo per installare un watt d’eolico è di 1.5 Euro; è l’energia rinnovabili più competitiva.
• Un watt installato di eolico produce 2.35 kWh all’anno, 6 watt/giorno.
• L’elettricità che deriva dall’eolico è venduta fra i 4 e gli 8 centesimi/kWh.
• Una turbina da 1 megawatt, alta da 22 piani, costa 1.5 milioni di Euro e genera elettricità per 500 case.
• In due mesi si può costruire ed installare una turbina.
• L’eolico è efficiente dove ci sono venti superiori ai 25 km orari
• L’eolico potrebbe fornire cinque volte l’energia del mondo, invece produce solo 1% dell’elettricità mondiale.
• Il mini-eolico costa 2.5 Euro/watt, l’energia che genera ripaga l’investimento in 6 anni.
• L’Energia prodotta dal mini eolico è venduta a 10 centesimi per kWh.
• Microturbine per meno di uno kW sono utilizzate per pompare acqua
• L’Italia produce 3200 megwatts di eolico, pari al 3% dell’energia eolica mondiale e all’1% dell’elettricità Italiana
• Altri 600 megawatts sono in costruzione in Italia, l’obiettivo dovrebbe essere almeno 100.000 megawatts (100 gigawatts).
• La Sardegna, Sicilia, sud Italia, Liguria e Toscana possono avere eolico su mare. Eolico su terra negli Appennini e Alpi.
• La Danimarca prende il 21% della sua energia dall’eolico.
• Con $1.5 mila miliardi (il costo della guerra in Iraq) gli Stati Uniti avrebbero potuto installare abbastanza eolico per generare tutta l’elettricità che richiedono
• E’ possibile convertire l’energia del vento in idrogeno e usare l’idrogeno come carburante
• Ci sono vantaggi economici a costruire turbine a vento nei paesi dove sono usate.

Fotovoltaico
• Installare un watt di fotovoltaico costa tra i 2.5-4 euro/watt. Al momento è l’energia più costosa. Costa due volte tanto il resto dell’elettricità’ in rete.
• Un watt di fotovoltaico produce 1.25 kWh/anno, 3.5 watt/giorno.
• Il fotovoltaico fornisce meno del 1% di tutta l’energia globale.
• Se solo l’1% dei continenti fosse coperto da fotovoltaico, fornirebbe abbastanza energia per il bisogno globale.
• 20 megawatt di fotovoltaico con 300 giorni di sole all’anno forniscono elettricità per 20.000 case.
• Un ettaro di fotovoltaico fornisce elettricità per mille case.
• Se il fotovoltaico (per elettricità) e solare termico (per acqua calda) continuano ad aumentare del 50-100% all’anno, l’obiettivo del 25% di energia dal fotovoltaico e solare termico sarà raggiunto entro il 2040.
• L’Italia è al secondo posto al mondo nel fotovoltaico, con il 18% del fotovoltaico mondiale
• In Italia ci sono gli incentivi più alti d’Europa sul fotovoltaico, ma non si è lavorato alla produzione dell’industria che dovrebbe produrre i panelli, che oggi siamo costretti a importare, pur avendo tutta la potenzialità per una loro produzione di massa.

Geotermico
• Il geotermico potrebbe fornire tutta l’elettricità, riscaldamento e condizionamento e acqua calda delle case
• Il geotermico è presente dappertutto e non ha intermittenze, funziona 24 ore al giorno.
• La temperatura 4-5 metri sotto terra è sempre la stessa, circa 15 gradi.
• Sistemi di scambio diretti che vanno fino a 100 metri sotto terra, con tubi di rame ripieni di liquido refrigeranti non nocivi, spostano il calore direttamente fra il terreno e i liquidi refrigeranti, senza bisogno di una pompa d’acqua
• L’aria è naturale, non secca o umida.
• Pompe di calore geotermiche residenziali potrebbero fornire un terzo dei gigawatts usati per l’elettricità’ in Italia.
• Lardarello in Texas è stata la prima centrale geotermica al mondo, nel 1904, e oggi produce 400 megawatts di elettricità.
• In Islanda le serre sono riscaldate con il geo-termico.

Oceani, maree, onde e idroelettrica
• L’energia prodotta dagli oceani, correnti, onde e maree potrebbe fornire due volte l’energia globale utilizzata.
• Le onde potrebbero fornire il 15% dell’elettricità.
• Il mare tropicale assorbe ogni giorno energia solare pari a 250 miliardi barili di petrolio, un decimo di questa energia fornirebbe 5 volte l’elettricità mondiale ogni giorno.
• Il problema principale è l’effetto altamente corrosivo delle acque salate.
• L’energia idroelettrica è la principale risorsa alternativa alle fonti fossili in Italia . Il 54% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili in Italia proviene dall’idroelettrico
•L’energia idroelettrica garantisce il 15% del fabbisogno energetico italiano
• L’energia idroelettrica causa distruzione degl’eco-sistemi anche se non causa emissioni di co2.
• La maggior parte dei fiumi adeguati all’energia idroelettrica hanno già dighe.
• Immergere turbine nei fiumi causerebbe molta meno distruzione degl’eco-sistemi

Biomassa
• La biomassa non alimentare come la colza, il sorgo o rifiuti municipali, agricoli, industriali o organici sono utili per produrre elettricità, energia termica e carburante liquido per il trasporto (aereo e mezzi pesanti) e per produrre bio-materiali (come i sacchetti biodegradabili)
• La raccolta di bio-massa non dovrebbe distruggere eco-sistemi
• La produzione di biomassa deve usare piante non commestibili e che usano poca acqua; la fertilità del terreno deve essere mantenuta.
• La produzione e il trasporto della biomassa deve essere locale e sostenibile
• L’etanolo di seconda generazione come la colza cresce bene in zone marginali e cresce velocemente con poca manutenzione.
• Piantare culture d’energia (colza, arachidi, girasoli, sorgo) dopo la raccolta delle culture alimentari e prima della piantagione nella primavera può essere una buona idea; oppure un misto dei due piantati insieme per migliorare la fertilità della terra.
• Scarti di taglio d’alberi dalla foresta (cippato) può essere usato come biomassa.
• La biomassa delle centrali di energia di cogenerazione integrate costa come l’energia eolica
•E’ più efficiente usare la biomassa per rimpiazzare il gas per energia termica e per rimpiazzare il carbone per fare elettricità che per rimpiazzare il petrolio per il trasporto.
• L’efficienza della biomassa per rimpiazzare il petrolio è solo del 13%.
• L’efficienza della biomassa per generare elettricità è del 35%
• Se si ricattura il calore nelle centrali di cogenerazione, l’efficienza della biomassa per generare elettricità può salire fino al 60%.

Biocarburanti
• Alcuni batteri, micro-organismi e alghe convertono la cellulosa in bio-diesel ed etanolo.
• Quei luoghi dove vengono scaricati rifiuti di fertilizzanti e fogne hanno molte alghe e microorganismi pieni di fosforo e ossigeno. Al momento queste zone acquatiche costituiscono grossi problemi, ma potrebbero essere usati per produrre energie e carburante liquido per aerei.
• 80 ettari di acqua-cultura produce etanolo pari 5 volte all’energia utilizzata, e costa 15 centesimi di euro al litro. Competitivo sia a livello di energia che di costi.
• Un ettaro di stagno produce 300.000 litri di bio-greggio.
• Il microbo Q decompone la cellulosa del legno, carta e plastica direttamente, producendo un netto d’energia.
• La tecnologia per catturare il metano esiste e funziona: stanze di cemento ermetiche con sistema di raccolta di metano e batteri anaerobici per accelerare la produzione.

Un piano per l’Italia:

Entro il 2040 L’Italia deve installare 400 gigawatts di energia rinnovabile.

La nostra energia dovrebbe arrivare per il 25% dall’eolico su mare e terra, per il 25% da fotovoltaico e solare termico, per il 15% dal idro-elettrico già esistente, per il 10% da geotermico (terra e acqua), per l’10% da bio-massa e cogenerazione, per il 5% da bio-gas, biochar, biodiesel, bio-cherosina ed etanolo, per il 5% dall’idrogeno, per il 5% da onde e maree,

Questa transizione costerebbe 500 miliardi di euro in 20 anni, 25 miliardi all’anno, l’1.5% del pil. Rappresenterebbero un quarto degli investimenti annuali italiani nel Green New Deal. Fornirebbe centinaia di migliaia di posti lavoro e potrebbe anche portare ricavi con l’esporto d’energia.

La generazione dell’energia rinnovabile in Italia avverrà a tutti i livelli: da giganteschi parchi eolici off-shore a progetti d’energia rinnovabili dei comuni a micro generatori come panelli sul tetto. Trasformare l’Italia in una società a zero emissioni non deve essere visto come un costo ma come un investimento che risparmia energia e porta buon ritorni a lungo termine. L’utilizzo principale degl’idrocarburi nei prossimi anni dovrebbe essere fornire energia quando la richiesta d’energia supera quella prodotta dai rinnovabili.

Come diminuire l’utilizzo energetico in Italia del 50% entro il 2040?

• Migliorare l’efficienza è il modo più veloce ed economico per ridurre l’energia utilizzata del 50%
• Il rinnovamento dei 20 milioni di edifici esistenti
• La progettazione e costruzione di nuovi immobili a zero emissioni
• L’utilizzo di materiali naturali che usano meno energia e catturano carbonio
• Macchine elettriche o plug-in ibride leggere
• Per i mezzi pesanti: idrogeno o bio-carburanti locali, non alimentari
• Meno km di viaggio, rilocalizzando le destinazioni commerciali e lavorative
• Meno uso di macchine private, miglioramento del trasporto pubblico locale e regionale
• Merci sui treni, di notte
• Aviazione domestica rimpiazzata da treni ad alta velocità
• Aviazione internazionale tagliata di due terzi
• 1 euro investito in energia, macchinari e elettrodomestici più efficienti, risparmia 2 euro di investimenti per produrre, trasportare e distribuire energia
• Centrali elettriche di cogenerazione
• Nuove metodi per immagazzinare l’energia rinnovabile
• Una rete elettrica intelligente

Le centrali elettriche tradizionali convertono solo il 33% del combustibile in elettricità ma le centrali di cogenerazione ne convertono il doppio. Possiamo tagliare le emissioni di co2 del 20% installando centrali di cogenerazione che farebbero risparmiare anche miliardi di euro. Utilizzare il carburante due volte, sia per produrre elettricità sia per energia termica offre la più grande opportunità di risparmio ed efficienza energetica. Il 65% di tutta l’energia usata per produrre elettricità è sprecata: cambiamo le centrali antiquati che producono solo elettricità con centrali di cogenerazione, con un’efficienza del 65-95% invece del 30-40%. La Finlandia per esempio riceve il 92% del suo riscaldamento dalla cogenerazione, generando elettricità in eccesso dei suoi fabbisogni. Esistono anche mini sistemi di cogenerazione per riscaldare e rinfrescare edifici individuali che producono elettricità per la rete e sono 90% efficienti.

Il problema principale dell’eolico e il fotovoltaico è come immagazzinare l’energia prodotta. La conversione d’elettricità in combustibili liquidi o gassosi sarà necessaria, con enfasi sull’idrogeno, in quanto convertibile in qualsiasi altra forma di energia. Un surplus di energia prodotta può essere mescolata all’acqua per ottenere idrogeno e immagazzinata. Un’economia ad idrogeno potrebbe rimpiazzare l’attuale sistema elettrico per trasportare l’energia. La corrente elettrica separa l’acqua in idrogeno e ossigeno; l’idrogeno può essere unito con il carbonio per creare metano, aggiungi un atomo di ossigeno e hai l’etanolo.

La rete elettrica attuale è vecchia e inefficiente. Le fonti di energia rinnovabili ad intermittenza come solare e eolico hanno bisogno di una rete intelligente e micro-reti per trasportare l’energia localmente; con comunicazione doppia in rete non solo per scaricare energia ma anche per aggiungerla alla rete. Inoltre, il 98% delle trasmissioni globali di elettricità sono AC alta tensione; ma DC alta tensione è meglio per l’elettricità prodotta da solare e eolico in posti remoti.

Investiamo nello sviluppo di un super grid europeo. Uno smart grid creerebbe centinaia di migliaia di lavori e diminuirebbe le emissioni di co2. Nelle trincee sotto terra per lo smart grid potremmo anche installare nuovi collegamenti di fibre ottiche per broadband. La rete sarebbe connessa tramite internet a contatori nelle case per rendere il controllo d’energia immediato e efficiente, i consumatori potranno decidere in anticipo quanta energia usare e quanto vogliono spendere ogni mese, facendo scelte di che elettrodomestici usare. Il progetto Desertec, un super-grid europeo e nord africano, che avrebbe portato solare dalla Sicilia, geotermico dal centro-Italia, idrico e eolico dalla Alpi, mirava a produrre 100 Gigawatts di energia entro il 2050. E’ stato accantonato nel Novembre 2012 a causa della crisi, bisogna realizzarlo.

Gli investimenti per trasformare la rete elettrica italiana in una rete intelligente ammontano a circa 32 miliardi di euro nel corso di 5 anni, 6,4 Miliardi di Euro all’anno . Sarà possibile gestire 40-50% di fonti rinnovabili intermittente sul totale (eolico e fotovoltaico), ben oltre il limite delle rete “passiva” attuale, oramai raggiunto. Incluso in questa cifra ci sono 600mila colonnine di ricarica per garantire una infrastruttura efficiente e diffusa per la ricarica di veicoli elettrici, sufficiente al 20% di tutte le auto. La modernizzazione della rete elettrica avrebbe quattro volte i benefici rispetto ai costi. Dovremmo installare contatori intelligenti e programma di riduzione del consumo d’energia negli edifici pubblici per dare il buon esempio. Come per esempio caricare le batterie dalla macchina elettrica quando ce’ offerta in eccesso, e fare scorta d’energia conservata in batterie o pompata in serbatoi. Attualmente la maggior parte dell’elettricità è immagazzinata tramite tubi e pompe idriche ma se usassimo batterie di ione di litio per le macchine ibride elettriche, queste macchine potranno fornire le batterie necessarie per l’accumulo d’energia durante i picchi. Le bollette saranno più chiare e leggibili, di modo che il cittadino possa scegliere il fornitore di elettricità che offra le migliori condizioni, e senza costi per il cambiamento.

Infine, dobbiamo investire nell’efficienza energetica nel edilizia. Come?
• Costruendo strutture passive solare: finestre a sud con tettoie per proteggere dal sole diretto estivo ma farlo entrare in inverno, e piante che proteggono dal nord
• isolando muri, tetti e finestre
• Installando ventilazione per fare circolare calore o aria fresca
• Costruendo massa termica come muri di pietra o terra cruda, che assorbono e immagazzinano calore
• Installando solare termico per acqua calda
• Piantando giardini sui tetti, che isolano le strutture abbassando le temperature d’estate e riscaldandole durante l’inverno
• Introducendo i certificati LEED (leadership in energy and environmental design) per l’edilizia

L’obiettivo dovrebbe essere di tagliare le perdite di calore di due terzi d’inverno e ridurre aria condizionata per metà in estate. Dovremo introdurre crediti ed incentivi per i proprietari d’immobili per finanziare isolamento di tetti, finestre porte, per finanziare l’acquisto di luci ecologiche, impianti solari e micro-eolici, dandogli un ritorno economico a breve termine con investimenti luci ecologiche, e creando centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Come finanziare il Green New Deal energetico?

1.Come nei paesi scandinavi, una Carbon Tax ad ampia scala
2.Attraverso gli eco-bonds offerti dal governo italiano ai cittadini italiani, che offrono interessi del 4%, tax free, e sono convertibili in azioni
3.Una Green Investment Bank (come ad esempio la KfW bank in Germania),per favorire attività verdi (rinnovamento degli stock degli edifici, produzione energia rinnovabile, ammodernamento ed estensione rete ferroviaria, infrastruttura di tecnologia dell’informazione e comunicazione, rete elettriche avanzate e sistemi di gestioni del traffico, ricerca e sviluppo.
4.Annullamento degli incentivi alla produzione elettrica inquinante (carbone e inceneritori), e loro impiego nelle rinnovabili

La transizione ad un’economia “low carbon” ha bisogno di investimenti. Creiamo un pacchetto che stimola investimenti verdi e l’occupazione nel breve periodo, che fornisce sicurezza energetica e innovazione tecnologica nel medio periodo e sostenibilità nel lungo periodo. Se le autorità pubbliche includessero forti considerazioni ambientali tra i loro criteri di scelta delle gare d’appalto ciò contribuirebbe enormemente a fornire un mercato di sbocco per le imprese di prodotti e servizi più verdi.

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