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Ci sono vari metodi per risolvere il problema climatico sono, ma le più importanti sono due:

• mettere una tassa ecologica sul carbone
• Rendere l’ecocidio un crimine penale per i capi di stato e i capi d’azienda

Gli eco-sistemi del pianeta offrono una vasta gamma di benefici spesso considerati scontati (la produzione d’ossigeno, la regolazione delle componenti chimiche dell’atmosfera, il mantenimento del ciclo idrico, la regolazione del clima, la rigenerazione del suolo), e devono avere diritti legali come gli esseri umani.

C’e’ poi il problema della crescita della popolazione nel terzo mondo; motivata dalla mancanza di istruzione e contraccettivi. Quattro fattori possono aiutare a stabilizzare la popolazione mondiale intorno ai 7 miliardi di persone:

1. Educazione femminile
2. Più potere sociale e politico alle donne
3. La scelta e abilità delle donne di quando e quanti bambini avere
4. Percentuali più alta di sopravvivenza infantile; il declino di mortalità infantile precede il declino di nascite di metà generazione.

Per evitare pericolosi tracolli economici e sociali è necessario mettere in atto una serie di politiche per migliorare urgentemente l’efficienza dell’uso delle risorse e ridurre la crescita demografica globale, lavorando in partnership con gli stati più poveri.

Per prima cosa bisognerà trasformare l’Artico un parco naturale protetto, come lo è l’Antartica. Poi, bisognerà stabilire un tetto di utilizzo delle risorse e delle emissioni, e previste riduzioni, per riparare il modello economico e cambiare la logica sociale; i limiti delle risorse e l’ambiente devono essere integrate nel modello economico. Dovremo stabilire i tetti di utilizzo economici pro capite per arrivare a livelli sostenibili, stabilire tetti per emissioni di co2, estrazione di risorse rare non rinnovabili, emissioni di rifiuti (soprattutto tossici), l’estrazione di faide acquifere, e anche tetti che rispettano il rinnovo di risorse rinnovabili.

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Lo scioglimento dell’Artico, che nel 2012 ha toccato livelli minimi, è stato più veloce di tutte le previsioni, peggio ancora dello scenario peggiore identificato 10 anni fa. I livelli dei mari che aumentano, la perdita sempre più accelerata delle specie, la siccità, gli incendi, portano gli scienziati alla solita conclusione: privatamente ormai parlano di cicli viziosi infermabili che portano al collasso della civiltà, al crollo geopolitico, alle masse in fame, a come sarebbe la Terra se rimarrebbero solo qualche centinaia di milioni di persone.

Siamo entrati nell’Antropocene, l’era del uomo, da poco più di 10 mila anni, ma stiamo già creando la sesta grande estinzione di massa, entro 40 anni il 30% delle specie potrebbe essere estinta a causa nostra, e se continuiamo così, entro 300 anni 75% dei mammiferi potrebbero scomparire. Considerando questi cambiamenti che già stanno succedendo e la continua mancanza d’azione urgente su larga scala, è troppo tardi per prevenire grandi danni nei prossimi decenni, ci sarà una crisi ecologica e economica; abbiamo però, dicono gli scienziati, ancora solo poco tempo per evitare questo collasso, dai 20 a 40 anni.