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La mancanza di dare un valore alle foreste, l’insuccesso di mettere una tassa sul carbone, fa si che 13.7 milioni di ettari (grandezza della Grecia) sono tagliati ogni anno e solo 6.4 milioni di ettari sono piantati ogni anno.

Il Brasile è responsabile per il 48% della deforestazione globale, il 20% dell’Amazzonia è già distrutto. La deforestazione indonesiana emette due volte più co2 a causa del bonifico delle paludi, le paludi sequestrano la più alta quantità di co2. 80% dell’olio di palma arriva dall’Indonesia e dalla Malesia a causa dei sussidi dei governo internazionali. La maggior parte dell’olio di palma è esportato negli Stati Uniti e in Europa per produrre bio diesel.

Le sovvenzioni del governi occidentali negl’anni 70 per abbassare il costo del cibo e stimolare esporti hanno creato l’agricoltura industriale, che usa 10 calorie d’energie da idrocarburi per 1 caloria di cibo prodotta. Ogni tonnellata di fertilizzante sintetico all’azoto rilascia 4.6 tonnellate di co2 nell’atmosfera.

Servono 7 kg di proteine vegetali per produrre 1 kg di proteina animale e 25.000 litri d’acqua. Il consumo di carne è aumentato del 200% in paesi meno sviluppati e del 50% in paesi sviluppati negl’ultimi 50 anni; questa esplosione ha anche aumentato le emissioni di metano.

Mentre 50 anni fa’ l’uomo usava il 15% del proprio stipendio per il cibo e il 5% del proprio stipendio per medicine, adesso è il contrario. L’agricoltura industriale ci sta avvelenando e sta avvelenando il suolo, le acque e l’aria. Riportare l’agricoltura a livello umano è necessario per evitare il collasso.

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Ecco alcune informazioni utili sulle emissioni
• La prima forme di emissioni globale è il co2 (43%)
• La seconda il metano (27%)
• La terza è la fuliggine (black carbon) (12%), che deriva dal bruciare carbone, legno, letame, per cucinare e riscaldare.
• Il 50% delle emissioni globali arriva dalla Cina, USA e Unione Europea.
• Se si aggiunge Russia, India, Giappone e Brasile siamo al 67%.
• I 39 stati sviluppati che hanno ratificato il protocollo di Kyoto nel 1997, hanno diminuito le loro emissioni del 15% dal 1990 ad oggi. Il resto del mondo, inclusi India, Cina e USA, sono aumentati di media del 77%.
• I più grossi inquinatori sono in ordine: la Cina, gli USA, L’Indonesia e il Brasile (questi ultimi due stati a causa della deforestazione, insieme sono responsabili del 60% della deforestazione mondiale).
• 25% del co2 emesso dall’uomo è causato dalla deforestazione e dall’agricoltura industriale. Un quarto di questi è causato dalla produzione di carne.
• L’8% dell’inquinamento globale è dovuto a prosciugamento di paludi e distruzioni di foreste tropicali nel sud-est asiatico.
• Una fabbrica cinese usa 350% più energia di una fabbrica giapponese per la stessa unità di produzione.
• 30-40% delle emissioni di co2 mondiali sono causate dal riscaldamento, dall’aria condizionata e da luci inefficienti per edifici.

Dobbiamo dare un valore all’ambiente: esiste un grave problema legato al fatto che i prezzi di mercato non riflettono i costi delle esternalità negative sull’ambiente.
Come con i sub-prime, abbiamo una bolla dell’industria del carbone, dove i prezzi della società petrolifere sono artificialmente alti a causa di sussidi e mancanza di regolazione, mancanza di tasse sul carbone, danno sociale e ambientale. La benzina negli Stati Uniti per esempio, nel 2011 costava meno di $1 al litro. Tale prezzo comprende il costo dell’estrazione, della raffinazione e della distribuzione del petrolio ma non i cambiamenti climatici che ne derivano, la perdita di risorse non rinnovabili, i larghi sussidi dei governi all’industrie del petrolio, le spese militari per assicurarsi l’accesso, i costi sanitari dell’inquinamento e delle malattie.