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Gli investimenti energetici del Green New Deal devono essere fatti da una combinazione del mercato libero e servizi sociali. Questo è quello che serve:

• Investimenti in eolico su terra e mare
• Investimenti in solare termico e fotovoltaico
• Investimenti in micro geo-termico per raffreddare e riscaldare edifici
• Investimenti in veicoli d’energia alternativa
• Investimenti per migliorare il trasporto dell’energia: una rete intelligente
• Produzione di carburante liquido per trasportare l’elettricità
• Immagazzinamento dell’energia migliore (batterie)
• Incoraggiare lo sviluppo di energia oceanica
• Turbine sommerse nei fiumi
• Alghe e batteri per bio-carburanti
• Energia da rifiuti: catturare il metano
• Micro-grid e off-grid privati: spostare i metodi di accumulo d’energia agli utenti finali, dove i consumatori potranno avere sia i mezzi per generare energia che il sistema per accumularla
• Convertire tutti i generatori nelle centrali di carboni sporchi
• Rimpiazzare polimeri al petrolio con polimeri naturali (mais)
• Diminuire l’utilizzo energetico del 50% entro il 2040

Nel 1990 l’energia derivava per l’87% da fonti non rinnovabili. Dal 1990 ad oggi la richiesta globale energetica è aumentata del 40%, ma l’87% deriva sempre da fonti non rinnovabili, non abbiamo fatto nessun passo avanti in oltre 20 anni. Lo scenario attuale suggerisce che per il 2050, l’utilizzo delle energie aumenti del 25% rispetto a livelli attuali e con una popolazione di 9 miliardi di persone, useremo 2.5 volte le risorse rigenerate dal pianeta ogni anno: uguale: Game Over.

Nel 2050, in un mondo di 9 miliardi di persone, con tutti che vogliono vivere vite occidentali, l’intensità delle emissioni dovrà essere 130 volte più bassa per ogni dollaro di investimento rispetto a ora. Per vivere sostenibilmente, o il cittadino medio dei paesi sviluppati usa il 6% dell’energia attuale (come in Kenya) o ci sarà bisogno di essere alimentati al 100% da varie sorse di energia rinnovabili, integrate in una rete intelligente. Non possiamo abbandonare gli idrocarburi subito, ma organizzare un’uscita entro il 2050. Entro il 2050 lo farà la natura per noi.

I 5 settori chiave dei consumi e delle emissioni sono:
• il 28% dell’utilizzo di energia globale è per il trasporto, che produce il 13% delle emissioni
• il 21% dell’utilizzo di energia globale è per il residenziale, che produce il 26% delle emissioni
• il 18% dell’utilizzo di energia globale è per l’agricoltura, che insieme alla deforestazione producono il 31% delle emissioni
• il 18% dell’utilizzo di energia globale è per il settore commerciale e i rifiuti, che insieme producono l’11% delle emissioni
• il 14% dell’utilizzo di energia globale è per l’industria (estrazioni e costruzioni), che producono il 19% delle emissioni

Case, trasporti, industria, rifiuti e agricoltura. Questi sono i settori chiave su cui dobbiamo concentrarci.

Globalmente bisognerà chiudere mille centrali a carbone in 5 anni. Causando una riduzione di energia prodotta di 1/6. In Italia ce ne sono 13, producono il 13% dell’elettricità nazionale ma sono responsabili per il 30% delle emissioni. Chiudiamole. Bisognerà razionare l’elettricità, massimizzando efficienza tramite una campagna di aumentare la temperatura in casa del termostato di 2 gradi centigradi d’estate e di diminuirla d’inverno di 2 gradi centigradi. Lanciando in contemporanea programma di rinnovamento di edifici, isolando muri e soffitti, porte e finestre, utilizzando luci ed elettrodomestici efficienti e solare termico sia in edifici residenziali che commerciali.

Le rimanenti mille centrali a carbone più efficienti nel mondo devono essere equipaggiate con sistemi CCS (carbon capture and storage) per catturare il co2 nel terreno invece che emetterlo, è una tecnologia ancora costosissima, ma bisogna spingere per standards internazionali.

Dovremo lanciare una gigantesca campagna di energia rinnovabile, solare termico e fotovoltaico nei deserti, eolico sul mare. L’obiettivo è di avere il 100% energia rinnovabile entro il 2030. In Italia, possiamo cominciare installando una turbina eolica da un megawatt in ogni paese con più di mille abitanti, che genera elettricità per 500 case e costi Euro 1.5 Milioni. 8000 turbine in 8000 comuni in 5 anni, un investimento di 12 miliardi di euro, che producono 8000 megawatt; o se non c’è vento, un sistema solar fotovoltaico, per dare un rapporto tangibile con il Green New Deal alla gente.

Dovremo radicalmente cambiare il sistema attuale “usa e getta” dei rifiuti e riciclo, riutilizzando tutti i materiali prodotti, limitando la produzione di alluminio vergine, cemento, acciaio, plastica e legno vergine, mettendo una tassa sui prodotti vergini. Occorrerà introdurre una campagna di riciclaggio dei prodotti “dalla culla alla culla” come parte dello sforzo comune del Green New Deal, così come fu per la seconda guerra mondiale.

Occorrerà tagliare le emissioni di co2 del trasporto del 50%, rimpiazzando ad ampia scala le macchine a benzina con macchine elettriche o ibride ed aumentando gli standard di efficienza delle macchine a petrolio.